lunedì, marzo 06, 2006

Allergie alimentari e scappatoie europee

Volevo lamentarmi del fatto che mentre per le persone celiache esiste di fatto una legge che tutela gli ammalati,per tutte le altre categorie di allergici non esiste nessuna normativa e le cose sono lasciate alla sensibilità individuale di operatori che si attivano solo qualora vivano il problema delle allergie magari a causa di un parente che purtroppo soffre del problema.

Ci sarebbe molto da discutere anche su questa legge per la tutela dei celiaci che, come mille altre in Italia, resta per molti versi disattesa e che trovo totalmente incompleta ed un contentino a chi soffre di un problema così serio.

Ad ogni modo si sappia che le industrie alimentari non etichettano le ingredientistiche in modo corretto, o meglio completo, nella fattispecie in alcuni casi neanche tanto rari viene fatta questa scelta per evitare di smarrire potenziali clienti che, leggendo gli ingredienti, potessero essere dissuasi dall'acquisto. Nella legge che trova applicazione in questo momento esistono numerose scappatoie che consentono di generalizzare alcune sostanze semplicemente dichiarandole con una serie di paroline magiche come ad esempio "aromi".

Ma non solo: lo sapevate che per una legge europea gli OGM hanno una soglia minima affinchè vengano dichiarati?

Chi, come me, soffre di numerose allergie, spesso non può acquistare liberamente prodotti alimentari, che stando alla etichettatura sono salubri, perchè in realtà sono altamente pericolosi per quello che possono scatenare.

Negli Stati Uniti, a partire dallo scorso hanno, la FDA ha imposto alle industrie alimentari di inserire una piccola dicitura, meglio nota come allergy claim che si traduce in un richiamo a piè degli ingredienti con scritto ben leggibile "Allergy warning: may contain..." con l'obbligo di dichiarare almeno i 7 principali allergeni, ma non solo; la legge impone che l'ingrediente venga indicato con il suo nome meglio noto almeno tra parentesi, le faccio un esempio: invece di "farina" (flour), da adesso si renderà necessario scrivere "grano" oppure "farina di grano" (wheat oppure wheat flour).

Vedete pura il link: www.fda.gov/bbs/topics/NEWS/2005/NEW01281.html.

Ma dirò di più: mi risulta che anche nei menu dei ristoranti americani sia fatto obbligo di dichiarare gli allergeni, il che significa anche eventuali tracce per contaminazione incrociata e non solo la loro additivazione diretta. Infatti il vero ostacolo che incontro è la totale ignoranza del problema, sapevate che alimenti come salame, mortadella, yoghurt, sorbetti, purè pronti, prosciutti cotti, wurstel, caffè liofilizzati ed istantanei contengono farina? Pensate che salvo qualche caso se ne trovi traccia negli ingredienti? E se io ne sono a conoscenza perchè i ristoratori non lo sono?

Non pretendo che il mondo si adegui ad un mio problema, ma è un fatto certo che le allergie sono in aumento esponenziale sopratutto nei bambini e sarebbe corretto che almeno i locali pubblici nonchè le mense fossero informate dei rischi per la salute.

Immaginate cosa potrebbe accadere in una mensa scolastica! Se poi a questo quadro aggiunge il fatto che siamo in epoca di ottimizzazione dei costi e che il pasto nelle mense deve costare sempre meno, potete capire le ragioni delle mie inquietudini, perchè si ricordi che quando si impone un costo alimentare, gli operatori si vanno a prendere la differenza da qualche parte, poco importa se va a danno della salubirtà dei prodotti.

Perchè dagli americani prendiamo solo le cattive abitudini e non le buone iniziative? Possibile che la sfortuna di essere allergici debba essere aggravata anche dalla mancanza di protezione di queste categorie?

Ma sopratutto: alla luce di come lavorano le aziende, perchè noi siamo costretti a nutrirci di sostanze nocive? Io non voglio mangiare delle bombe ad orologeria.

Mi permetto di tornare sull'argomento per riassumere cosa prevede la legge europea, sappiate che al momento l’Unione Europea sta valutando il modo più corretto per etichettare i prodotti, scontando un ritardo notevole.

Insomma, stando alle normative europee, non esistono disposizioni alimentari specifiche che prevedono la necessità di indicare in etichetta e nella ingredientistiche potenziali allergeni se non proposte di normative ancora lontane dall'approvazione, infatti la norma attuale impone che gli ingredienti aggiunti all’alimento debbano essere indicati nella ingredientistica riportata sulla confezione con alcune eccezzioni:

- gli ingredienti che rientrano nella "regola del 25%" come gli "ingredienti composti" (un ingrediente noto con un nome comune ma che è un compound formato da vari ingredienti), che però costituiscono meno del 25% del prodotto finale, una percentuale altissima;

- gli ingredienti che vengono "trasferiti", come alcuni additivi che non hanno alcuna funzione attiva nel prodotto finito, ma sono comunque contenuti nel prodotto perchè contenuti da uno degli ingredienti;

- alcuni alimenti

Lascio a voi valutare il problema...

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