mercoledì, marzo 08, 2006

Censura permanente: figlia delle nostre aziende

Negli ultimi tempi si parla molto della censura, sopratutto riferita agli organi di stampa e, più diffusamente ai media, tuttavia chi non ha un trascorso da grande giornalista oppure da grande anchor man, si trova a fare i conti con la censura tutti i giorni.

Oramai sono 10 anni che bazzico in giro per le aziende e non ho mai trovato un solo titolare o comunque un solo responsabile altolocato disposto ad ascoltare le opinioni altrui. ed è molto grave: perchè la democrazia non è la libertà di parlare, è sopratutto il dovere di ascoltare anche quello che non ci piace e battersi perchè tutti lo possano sentire e capire.

Il punto è che l'aria che tira è solo il riflesso di quello che da anni accade nella vita di tutti i giorni di milioni di persone, non c'è da stupirsi che qualcuno abbia portato questa odiosa mentalità anche al di fuori dei luoghi in cui è nata.

Oggi come oggi, essere sinceri è un lusso che solo chi è economicamente indipendente può permettersi senza subire conseguenze catastrofiche. La verità è che le mentalità clientelare, o meglio, il leccaculismo te lo insegnano sin dalla nascita e se decidi di non stare al gioco, beh allora rischi di essere estromesso da qualsiasi avanzamento professionale ed economico.

La sincerità, le critiche costruttive, sono merce rara che come tale non deve essere gettata ai porci se non si è disposti a mandare giù bocconi amari, e ne parlo per diretta esperienza.

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