martedì, marzo 14, 2006

La tigella celtica

Non ho idea di quanto ci possa essere di vero nell'affermare che la tigella sia di origine celtica.

Quello che posso dire è che questa affermazione è comunque sintomatica dell'aria che tira dopo gli ultimi eventi delittuosi accaduti in provincia, e faccio esplicito riferimento a deprecabili fatti di microcriminalità che portano la firma di persone originarie del Nord-Africa.

Già perchè alla base c'è un fatto importante: la gente, oggi, ha paura. Ha paura dei fatti di cronaca, ha paura di vedere dei soggetti che passano tutta la giornata al bar a spendere soldi senza capire da dove possano venire, ha paura ad uscire di casa la sera, quando il più delle volte non ci sono proprio tutte le ragioni per giustificare questa mentalità dell'assedio che si è determinata anche ed in larga parte grazie ai mezzi di informazione.

Da un lato devo dire che, se io e i cittadini sappiamo benissimo quali sono le zone disagiate dei paesi e delle città in cui viviamo, non ci si spiega come mai non ne siano al corrente anche le forze dell'ordine che vengono assolte sempre e comunque come gente che avrebbe "le mani legate" e che vede il frutto del proprio lavoro invalidato da una magistratura cattiva e da una legislazione perversa, che per cavilli burocratici rilascia i delinquenti per le vie della città vanificando il duro lavoro delle forze dell'ordine.

Certo che, quando si tratta di menare le mani nelle manifestazioni oppure contro i cortei di manifestanti come nella Val di Susa, o peggio ancora quando si pesta a sangue un extra-comunitario ubriaco in mutande non mi pare che ci si facciano molti scrupoli e che poi tutta questa attenzione ai tanto ventilati "cavilli" non ci sia. Stupisce invece il fuoco di sbarramento sul garantismo e che lo si consideri responsabile del dilagare della criminalità in Italia.

Credo che non si possa riassumere in poco un problema con così tante sfaccettature senza rischiare di cadere nel qualunquismo. Credo che ci siano mille potenziali concause: la scarsa se non inesistente effiecienza tipica degli uffici pubblici italiani, l'assenza di volontà di risolvere i problemi, la scelta di comodo di parlare di qualcosa affinchè la gente non riesca a guardare al di là del proprio naso, e sopratutto l'intenzione di distogliere l'attenzione da altri problemi, e mille altre ancora.

E' sbagliato guardare le televisione e prendere comunque tutto quello che viene detto e mostrato per buono a prescindere, credo che si renda necessario, oggi più che mai, cercare di leggere e capire da quante più fonti possibili per poter giungere alla interpretazione di un fatto oppure di un evento. L'informazione è la chiave di tutto questo meccanismo: se è manipolata, se è filtrata o, peggio ancora, censurata, allora siamo sotto il totale controllo altrui e rischiamo di fare linciaggi, morali e non, per nome e conto di una presunta origine celtica della tigella (che mi sembra molto parente di alcune esternazioni di qualche hanno fa a tutela della "razza piave" e qualche anno prima di quella "ariana") oppure per idealismi che sono solo il frutto di una orchestrazione vera e propria.

La ciminalità, oltre che con le forze dell'ordine, la si combatte sopratutto con redditi più alti, lavoro, formazione, cultura ed equità sociale, guardacaso proprio quello che manca in Italia...peccato però che nessuno scenda in piazza oppure raccolga firme per queste cose.

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